Un nuovo inizio dopo il trauma: a Mirandola nasce il laboratorio per la disabilità acquisita
A Mirandola ha preso vita un progetto unico nel suo genere in tutta la provincia di Modena, pensato per chi ha visto cambiare radicalmente la propria vita in seguito a un evento traumatico: un incidente, una malattia o un improvviso peggioramento delle proprie condizioni di salute. È il laboratorio “Vivere oltre il trauma”, uno spazio che accoglie persone con disabilità acquisita offrendo loro la possibilità concreta di ricominciare, valorizzando capacità, competenze e desiderio di reinserimento nel mondo del lavoro e nella società.
Il laboratorio è stato inaugurato il 23 novembre ed è frutto dell’impegno della cooperativa sociale La Zèrla, attiva da 24 anni a Mirandola. Da sempre La Zèrla lavora per favorire inclusione e autonomia di persone con abilità differenti, attraverso percorsi di formazione e inserimento lavorativo.
“Vivere oltre il trauma” rappresenta un’evoluzione di questo impegno: un ambiente dove ogni persona viene accompagnata in un percorso personalizzato, costruito su misura grazie alla presenza costante di due psicologhe e un educatore. L’obiettivo è aiutare chi si trova a convivere con una nuova condizione di fragilità a riscoprire il proprio valore e a ritrovare un ruolo attivo nella comunità.
Attualmente sono cinque le persone che frequentano il laboratorio, tutte tra i 20 e i 40 anni, provenienti dai comuni dell’Area Nord modenese. La struttura, però, è in grado di accogliere fino a quindici partecipanti, senza limiti di età. A supporto del progetto, La Zèrla ha assunto due nuove figure professionali dedicate e sta avviando una collaborazione con Auser per garantire gratuitamente il trasporto da casa al laboratorio e ritorno, rendendo il servizio ancora più accessibile.
Il laboratorio è stato realizzato con il sostegno della Regione Emilia-Romagna e in sinergia con Comune di Mirandola, Unione dei Comuni Modenesi Area Nord, AUSL di Modena. Fondamentale anche il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola, di CPL Concordia e dell’associazione “La Nostra Mirandola”.
Questo spazio rappresenta molto più di un luogo fisico: è un’opportunità concreta per ricostruire un’identità, per rimettersi in gioco, per credere che una nuova vita — diversa, ma piena — sia possibile.










